A cura di Stefano Marchesi, dottore commercialista presso lo Studio legale tributario Arpano Bonafe’ Grifoni Franzoni di Milano

Deducibilità ridotta

Per ora si tratta solo di un disegno di legge. Ma se non dovesse mutare l’attuale orientamento, il regime fiscale delle auto usate da aziende e professionisti potrebbe subire una nuova stretta

Come precisato dalla relazione illustrativa, le modalità di copertura finanziaria degli oneri derivanti dall’attuazione del disegno di legge per la riforma del mercato del lavoro (disegno di legge 11 aprile 2012 - A.S. 3249) prevedono, tra l’altro, misure fiscali volte ad abbassare la soglia della deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi relativi ai mezzi di trasporto a motore utilizzati nell’esercizio di imprese, arti e professioni, quali ad esempio quelli relativi ai noleggi a lungo termine. In particolare, l’attuale formulazione dell’articolo 71 del disegno di legge citato è la seguente: “1. All’articolo 164, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate le seguenti modificazioni: a) alla lettera b), le parole: «nella misura del 40 per cento» e le parole: «nella suddetta misura del 40 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «nella misura del 27,5 per cento»; b) alla lettera b-bis), le parole: «nella misura del 90 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «nella misura del 70 per cento»”. Quindi la situazione a regime sarebbe la seguente: A - le autovetture, gli autocaravan, i ciclomotori, i motocicli e in generale tutti i veicoli a questi equiparati subirebbero una limitazione della deducibilità al 27,5 per cento dei relativi costi (quando non utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa - deducibilità elevata all’80 per cento per gli agenti o rappresentanti di commercio). Ad oggi la deducibilità è al 40 per cento ed è già fortemente penalizzante per gli operatori. Inoltre, continuerebbero a rilevare i precedenti limiti massimi forfetari nel calcolo del costo deducibile a cui applicare le percentuali (ad esempio non si tiene conto della parte del costo di acquisizione che eccede 18.075,99 euro o dell’ammontare dei costi di noleggio che eccedono 3.615,20 euro per le autovetture e gli autocaravan, ecc); B - le spese e gli altri componenti negativi di reddito relativi ai veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta sarebbero deducibili al 70 per cento. Ora la deducibilità è al 90 per cento. Se fosse confermato il testo del disegno di legge le nuove disposizioni si applicherebbero dal 2013 e, come se ciò non bastasse, i contribuenti dovrebbero ricalcolare i redditi del 2012 al fine di versare importi maggiorati già in sede di acconto per il 2013.

Superbollo per auto di grossa cilindrata

Potenza fuori controllo. Dei legislatori. Che hanno nuovamente preso di mira le auto di grossa cilindrata inasprendo ulteriormente il superbollo

Bollo-grossa-cilindrataCome è ormai noto a tutti, il comma 21 dell’articolo 23 del DL 6-7-2011 n. 98 ha imposto un nuovo balzello ai cittadini. Infatti, con decorrenza retroattiva dall’anno 2011, per le autovetture e gli autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e cose è dovuta un’addizionale erariale della tassa automobilistica pari a 10 euro per ogni chilowatt di potenza superiore a 225. Evidentemente il tributo non è sembrato sufficientemente elevato per il ‘ricco’ settore delle auto ‘potenti’ e così, a meno di sei mesi dall’introduzione, la nostra addizionale ha subito un bell’inasprimento. L’articolo 16 del DL 6-12-2011 ha infatti previsto che a partire dall’anno 2012 l’addizionale fosse fissata in 20 euro per ogni chilowatt di potenza superiore a 185. In un solo colpo hanno raddoppiato l’importo, incrementato la base di calcolo e attratto veicoli prima esclusi. Al fine di mitigare l’inasprimento la norma prevede che l’importo dell’addizionale sia ridotto al 60%, al 30 e al 15 rispettivamente dopo 5, 10 e 15 anni dalla data di costruzione, e non sia più dovuto decorsi 20 anni. La riduzione dell’addizionale comprende cause di esclusione già contemplate nel previgente regime. Infatti era stato chiarito che, in virtù del rapporto di complementarietà che le lega, l’addizionale erariale non era dovuta nei casi in cui il veicolo potesse fruire del regime di esenzione dal pagamento della tassa automobilista (CM n. 49/E dell’8-11-11). Si citavano a titolo di esempio: le esenzioni disposte dall’articolo 17 del DPR 5-2- 1953, n. 39 (gli autoveicoli del Presidente della Repubblica, i veicoli in dotazione dei corpi armati dello Stato...); l’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica disposta per i veicoli aventi più di 30 anni e per i veicoli di particolare interesse storico e collezionistico aventi più di 20 anni; l’esenzione per gli autoveicoli consegnati per la rivendita alle imprese autorizzate o comunque abilitate al commercio dei medesimi in quanto per tali veicoli opera il regime di interruzione dell’obbligo di corrispondere la tassa automobilistica. Il sistematico incremento dell’onerosità di utilizzo dei veicoli di grossa cilindrata e l’eccessiva attenzione da parte dell’Amministrazione Finanziaria, sfociata nei recenti controlli-spettacolo con verifica della posizione fiscale dei soggetti ‘beccati’ alla guida di auto di lusso, rischiano di impattare in modo negativo sulla domanda anche con riferimento alle locazioni a lungo termine e sicuramente ottengono l’effetto di ridurre l’appeal delle auto sul mercato dell’usato. Questa è l’ultima di una lunga serie di norme che demonizzano i possessori di auto di lusso ponendo sugli stessi una populistica presunzione di ‘irregolarità’. Il risultato è che anche gli onesti appassionati tenderanno a volare basso, con buona pace dell’economia.

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