A cura di Stefano Marchesi, dottore commercialista presso lo Studio legale tributario Arpano Bonafe’ Grifoni Franzoni di Milano

Basta scontrini, solo fatture

Nella manovra correttiva 2011, finalmente una norma che semplifica l’attività di renting: al posto di scontrini e ricevute, una sola fattura da emettere alla restituzione del veicolo

scontrinoLa cosiddetta “manovra correttiva 2011” (DL 6-7-2011 n. 98) ha semplificato alcuni adempimenti dei soggetti che svolgono attività di noleggio di autoveicoli senza conducente. Prima delle recenti modifiche la certificazione delle prestazioni di servizi dei noleggiatori era disciplinata da una normativa speciale, e in particolare dall’articolo 12 della legge 413/1991 e dal DM 29 gennaio 1992. La procedura era abbastanza complessa e prevedeva:
• che fosse emesso lo scontrino o ricevuta fiscale in duplice esemplare nel momento della consegna del bene al cliente;
• che la suddetta ricevuta/scontrino fiscale contenesse l’indicazione del fatto che il corrispettivo non era stato contestualmente pagato, in tutto o in parte, o non era determinato all’atto della consegna della vettura;
• che alla riconsegna del veicolo e pagamento del saldo dell’importo dovuto fosse emessa una ricevuta/scontrino fiscale che contenesse anche gli estremi del documento rilasciato all’atto della consegna del bene;
• che qualora il cliente avesse fatto richiesta di fattura all’atto del pagamento la stessa dovesse contenere il riferimento alla ricevuta/scontrino emessa alla consegna del bene. La modifica suddetta effettivamente persegue l’obiettivo della semplificazione sottoponendo i noleggiatori di autoveicoli senza conducente all’applicazione della normativa IVA ordinaria, con qualche piccola variante.
In particolare, ora c’è l’obbligo di emissione della fattura nel momento in cui la prestazione di servizi si considera effettuata a norma dell’articolo 6 del DPR 633/1972 e cioè, in linea generale, al momento del pagamento, in tutto o in parte, del corrispettivo. Quindi il noleggiatore:
•all’atto e per effetto della consegna del bene non deve emettere alcun documento fiscale;
•in caso di pagamento di un acconto, del saldo, o dell’intero corrispettivo dovrà emettere regolare fattura limitatamente all’importo pagato e consegnarla o spedirla al cliente.
Disposizioni specifiche sono previste per i noleggiatori di autoveicoli senza conducente (art. 23, c.42, DL 98/2011): l’azienda di noleggio è infatti tenuta ad indicare nella fattura emessa dopo il pagamento gli estremi identificativi del relativo contratto di noleggio; inoltre, nel caso in cui il veicolo sia riportato a un punto noleggio dell’azienda che sia in grado di emettere il documento, la fattura deve essere consegnata direttamente al cliente. La Circolare Ministeriale 41/E del 5/8/11 precisa che la consegna del veicolo al cliente dovrà essere documentata da altri documenti e scritture contabili, come ad esempio il contratto di noleggio stipulato prima della consegna. Anche se per capirne l’esatta portata sarebbe opportuno sentire l’opinione delle società di noleggio, finalmente si può parlare di una norma che semplifica l’attività delle imprese invece di creare complicazioni e inefficienze.

L'auto aziendale e il fisco

Iniqua e non in linea con i più illuminati Paesi europei. La fiscalità italiana, almeno per quello che riguarda l’auto aziendale, è a dir poco penalizzante. Facciamo il punto.

Purtroppo l’Italia, anche a causa del cronico e molto attuale fabbisogno di risorse finanziarie, non riesce ad allinearsi ai più illuminati paesi europei eliminando le limitazioni alla deducibilità dei costi ed alla detraibilità dell’IVA relativa ad una serie di mezzi di trasporto, tra cui spiccano per rilevanza le autovetture. Analizzandone, seppure in modo approssimativo, la disciplina fiscale è opportuno separare quanto concerne l’imposta sul valore aggiunto da quanto riguarda le imposte sui redditi.

a) Imposta sul Valore Aggiunto
Limitando l’analisi alla categoria che più interessa in questa sede, si segnala che ai fini IVA è stato soppresso qualunque riferimento al codice della strada e pertanto non è più rilevante l’omologazione dei veicoli ma è invece necessario verificare la sussistenza di alcuni requisiti oggettivi. Si formeranno così due categorie soggette a diversi regimi:

a.1) Trattori agricoli o forestali e veicoli a motore normalmente adibiti al trasporto stradale di persone o beni aventi massa massima autorizzata superiore a 3.500 Kg oppure un numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, superiore a otto. L’IVA relativa all’acquisto, importazione, locazione finanziaria, noleggio, custodia, manutenzione, riparazione, impiego, ecc., è detraibile al 100%.

a.2) Veicoli stradali a motore, diversi dai precedenti
L’IVA relativa all’acquisto, importazione, locazione finanziaria, noleggio, custodia, manutenzione, riparazione, impiego, ecc., è ammessa in detrazione secondo il seguente schema:

1) se i veicoli in questione formano oggetto dell’attività propria dell’impresa è prevista la detraibilità dell’IVA al 100%;
2) se i veicoli in questione sono utilizzati esclusivamente (secondo i parametri del Fisco) nell’esercizio dell’impresa è prevista la detraibilità dell’IVA al 100%;
3) gli agenti o rappresentanti di commercio possono sempre detrarre il 100% dell’IVA;
4) in tutti gli altri casi l’IVA è ammessa in detrazione nella misura del 40%.

a.3) Rivendita dei veicoli
In caso di successiva vendita dei veicoli usati la base imponibile IVA è determinata moltiplicando il prezzo per la percentuale di detraibilità all’atto dell’acquisto.

b) Imposte sui redditi
I limiti di deducibilità delle spese relative alle auto aziendali sono disciplinati dall’articolo 164 del TUIR e ovviamente non vi è coerenza con quanto previsto ai fini IVA.

b.1) Veicoli a deducibilità integrale
La norma prevede che siano interamente deducibili dal reddito i costi relativi alle autovetture, agli autocaravan, ai ciclomotori ed ai motocicli destinati ad essere utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa o alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa. Sono inoltre interamente deducibili i costi relativi ai veicoli adibiti ad uso pubblico. La destinazione di veicoli ad uso pubblico deve essere riconosciuta espressamente attraverso un atto proveniente dalla Pubblica Amministrazione (Circolare Ministeriale n. 48/E del 10/2/1998).

b.2) Veicoli a deducibilità parziale
Le autovetture, gli autocaravan, i ciclomotori, i motocicli e in generale tutti i veicoli che pur non rientrando tra quelli elencati in quanto immatricolati come N1:
• abbiano codice di carrozzeria F0;
• abbiano quattro o più posti;
• abbiano un rapporto tra la potenza del motore (Pt) espressa in KW e la portata (P) del veicolo, ottenuta quale differenza tra la massa complessiva (MC) e la tara (T), espressa in tonnellate, uguale o superiore a 180, subiscono una limitazione della deducibilità al 40% (elevata all’ottanta per cento per gli agenti o rappresentanti di commercio) dei relativi costi quando non sono utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa. Secondo l’Amministrazione Finanziaria si considerano utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa i veicoli senza i quali l’attività stessa non può essere esercitata. Inoltre, nel calcolo del costo deducibile non si tiene conto:
• della parte del costo di acquisizione che eccede 18.075,99 euro (25.822,84 euro per gli agenti o rappresentanti di commercio) per le autovetture e gli autocaravan, 4.131,66 euro per i motocicli e 2.065,83 euro per i ciclomotori;
• dell’ammontare dei canoni di locazione finanziaria proporzionalmente corrispondente al costo che eccede i limiti indicati (e previo rispetto di vincoli di durata della locazione);
• dell’ammontare dei costi di noleggio che eccede 3.615,20 euro per le autovetture e gli autocaravan, 774,69 euro per i motocicli e 413,17 euro per i ciclomotori.

Con riferimento al valore dei contratti di locazione, anche finanziaria, o di noleggio i limiti suddetti vanno ragguagliati ad anno. È importante sottolineare inoltre che per i beni in oggetto i canoni di locazione finanziaria sono deducibili a condizione che la durata del contratto non sia inferiore al periodo di ammortamento stabilito dalla normativa fiscale (102, comma 7, del DPR 917/1986).

b.3) Veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta
Le spese e gli altri componenti negativi di reddito relativi ai veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta sono infine deducibili nella misura del 90%.

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