A cura di Maurizio Mecozzi, Broker assicurativo RN

Pay as you drive - RCA al risparmio

Tariffe modulabili secondo i chilometri percorsi ma anche il tipo di strada e il traffico. Dati che solo il satellite fornisce. L’assicurazione si abbassa e con lei il canone di noleggio

salvadanaio-rcaSe è vero che proprio dal settore assicurativo possono derivare soluzioni personalizzate che integrano l’ottimizzazione dei costi con quella gestionale e dei servizi aggiunti, all’insegna del rapporto funzionale tra fleet management e coperture assicurative, quello di cui andiamo a parlare è un significativo esempio di tutto ciò. Se si prende un’auto a noleggio a lungo termine e la si usa non tanto, percorrendo 5.000 chilometri l’anno, si paga una RCA inclusa nel canone di noleggio identica a chi di chilometri ne macina, poniamo, 15.000 o 25.000. Per i privati c’è una soluzione per far pagare l’RCA in base a quanto si usa effettivamente l’auto: diverse Compagnie utilizzano le formule assicurative Pay as you drive. Ma per chi si muove con un’auto a noleggio? Qualcosa bolle in pentola.

Una formula che piace
Andiamo con ordine. Per i privati, questo tipo di assicurazione detta anche Payd, sperimentata per la prima volta in Gran Bretagna, è proposta da qualche tempo anche in Italia da diverse Compagnie e sono decine di migliaia gli automobilisti che vi hanno aderito. Le tariffe variano secondo il numero di chilometri percorsi (più sono, più è cara l’RCA), il tipo di strada utilizzata e gli orari di circolazione (più è trafficata la strada, più è salata la tariffa). Con il Pay as you drive la tariffa applicata a un viaggio in autostrada nel bel mezzo della giornata può risultare dieci volte inferiore a quella di uno spostamento in città durante le ore di punta. I dispositivi tecnologici che supportano questo tipo di tariffazione sono essenzialmente legati al GPS e alla geolocalizzazione satellitare: permettono di raccogliere anche molti altri tipi di dati, quali la velocità del veicolo o lo storico degli spostamenti dell’utente. Vediamo ora le proposte per chi prende un’auto a noleggio. In Francia c’è un’offerta business dedicata alla gestione delle flotte aziendali. Tra le società di renting, inoltre, il Pay as you drive si sta diffondendo come uno strumento che consente di adattare le tariffe al numero effettivo di chilometri percorsi dai loro clienti. E, di conseguenza, di rimodulare la rata mensile così come le franchigie a carico. Insomma, non c’è dubbio che un satellite possa abbassare la rata.

Benefit a cascata
Come si può vedere, il caso specifico del sistema satellitare di controllo quale servizio intrinseco alla copertura assicurativa prestata ai mezzi della flotta in gestione, è particolarmente significativo. Ci offre infatti uno degli spettri più ampi di osservazione e analisi della vantaggiosa ricaduta del rapporto funzionale sopra enunciato, e di questa interazione il dato in evidenza sta nel fatto che il mantello di benefit fruibili va a ricadere sia sull’utenza sia sul gestore. Ad esempio, la possibilità di controllo costante dei mezzi interessati da parte del fleet manager ci racconta delle infinite possibilità che possono conseguirne sotto profili insoliti, quali quello amministrativo o commerciale - tuttavia non è questo il contesto idoneo per approfondirle -, ma anche circa le valenze del servizio di assistenza vero e proprio, insieme a quelle valutabili dal punto di vista espressamente assicurativo, di cui si è già avuto modo di parlare (Flotte&finanza n. 4).

Caro polizze - E li chiamano premi

Nonostante l’abbattimento medio delle classi di merito, le tariffe assicurative non si sono abbassate. Anzi. Non resta che ‘ripiegare’ sul fleet

In Italia, rispetto ad altri paesi europei, il costo delle assicurazioni auto è elevato, sia per quanto riguarda le polizze furto/incendio e kasko sia per le tariffe RCAuto. RC che rimane cara nonostante l’abbattimento medio delle classi di merito introdotto dal Decreto Bersani, che ha ridotto la raccolta premi delle Compagnie ma non ha abbassato le tariffe. Anzi, nulla sembra riuscire a scalfire una costante tendenza al rialzo che pesa notevolmente sui costi auto. Anche dopo la liberalizzazione delle assicurazioni il costo delle polizze è aumentato considerevolmente. Spesso si imputa questa situazione alla mancanza di concorrenza, ad accordi per tenere alti i prezzi, i cosiddetti ‘cartelli’. In realtà è il mercato assicurativo italiano, almeno per quanto riguarda l’auto, ad essere particolare e a presentare delle anomalie che incidono sulle resistenze ad abbassare le tariffe nell’offerta dei premi assicurativi. L’alto numero dei veicoli circolanti, una scarsa manutenzione delle strade e un’eccessiva concentrazione del trasporto su gomma sono tutti fattori che aumentano il rischio di incidenti, con un’alta percentuale di danni alla persona. L’elevata conflittualità e i conseguenti costi legali, le truffe e le assicurazioni false aggravano la situazione e rendono molto difficile la tanto auspicata riduzione delle tariffe.

Come cercare la polizza migliore
Peraltro, l’introduzione dell’indennizzo diretto non ha soddisfatto del tutto gli assicurati, costretti comunque ad attendere tempi ancora lunghi per ottenere i risarcimenti, e per di più ha creato contenziosi sull’assegnazione della responsabilità principale. Trovare un’assicurazione auto a prezzi competitivi non è quindi facile, anche se l’obbligo per le Compagnie di rendere pubbliche le tariffe attraverso il preventivo on line, e la diffusione delle polizze telefoniche e su internet consentono all’assicurando di poter confrontare prezzi e condizioni delle offerte disponibili, per scegliere al risparmio. Le analisi indicano un premio medio RCA di oltre 500 euro, che s’incrementa di un ulteriore 23 per cento di imposte e dei contributi al SSN e FVS (Servizio Sanitario Nazionale e Fondo Vittime della Strada). Si può quindi dedurre un costo medio per il consumatore intorno ai 650/700 euro. Nel fleet, pur scegliendo tariffe con franchigia (es. 250 euro per sinistro), che in ogni caso premiano i più virtuosi, il premio medio del mercato si attesta intorno ai 400 euro l’anno. Per quanto riguarda poi le garanzie ARD si verificano situazioni ancor più favorevoli in quanto, più libere dai mille vincoli dell’RCA, possono essere offerte sfruttando il potere del ‘gruppo di acquisto’. Circa infine le garanzie accessorie (infortuni del conducente, assistenza e altro) la forza dei numeri è ancora più sentita e tutti questi vantaggi si riversano sul canone (Quadro analitico e dati by Dierrevi Milano). In definitiva i vantaggi nell’affidare la propria auto al fleet sono davvero cospicui e, sommati alla possibile rateazione mensile, si può immaginare quale sia il potenziale sviluppo per il fleet nell’utenza privata.

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