A cura di Maurizio Mecozzi, Broker assicurativo RN

Assicurazioni fuori dal circolo virtuoso

Dall’universo dei vantaggi che caratterizzano il noleggio le Compagnie sono tagliate fuori. Colpa di polizze statiche, il cui unico movimento è verso il rincaro dei premi

moto-contrarioIn uno scenario panoramico in cui intorno alla stella del fleet management e del noleggio a lungo termine sembrano ormai essersi ingenerate orbite di rotazione di più pianeti che formano un armonioso sistema, perdura purtroppo un’unica nota stonata, un pianeta che persiste in un moto contrario. Tutto infatti, a dispetto della crisi non ancora superata, alimenta la funzione anticongiunturale del sistema, quasi in un circolo virtuoso: dalla tendenza registratasi, sia nella domanda Nlt che nella gestione del fleet, verso la scelta del basso impatto ambientale e della mobilità sostenibile, segnale importante di una maggiore e più diffusa sensibilità sociale promossa anche dalle Pubbliche Amministrazioni1, al contributo dato allo svecchiamento del parco auto circolante grazie all’elevato turnover del sistema; dall’individuazione dei molteplici vantaggi finanziari, economici, gestionali, amministrativi della soluzione del noleggio e del fleet alla veicolazione di accorgimenti monitorabili su larga scala di controllo e riduzione della sinistrosità. Solo il pianeta assicurativo continua a ruotare al contrario...

Di nuovo solo gli aumenti
Tutti i canoni del 2010 hanno registrato pesanti rialzi dovuti essenzialmente alla porzione assicurativa dei contratti, e il passaggio dell’anno nel settore dell’RCAuto ha raccontato di ulteriori e consistenti aumenti tariffari. Tantomeno, come da tempo invece auspicato, le Compagnie hanno studiato soluzioni orientate alle flotte, trincerandosi dietro la selezione di redditività imposta loro (ma verrebbe da dire autoimposta) dall’assurdo e fallimentare sistema dell’indennizzo diretto, indagato in questa rubrica2, nonché dall’aumento delle tabelle di determinazione dei danni alla persona, a parte il lungo contraccolpo del Decreto Bersani. Le flotte, che non prevedono nelle polizze il meccanismo del bonus-malus, non vincolano le assicurazioni all’obbligo di assunzione, lasciando spesso i gestori in seria difficoltà. Il braccio di ferro intende spingere da parte delle Compagnie il Nlt a un maggiore e migliore controllo ‘assicurativo’ delle proprie flotte, tramite il coinvolgimento del cliente attraverso l’introduzione di franchigie nel contratto che scongiurino le frodi come pure l’incuria e le mancate denunce da parte dell’utilizzatore finale, ma anche attraverso controlli satellitari e una maggiore educazione alla guida (nel caso delle flotte aziendali). Tuttavia, la mancanza di una specifica attenzione particolare da parte del mondo assicurativo alle esigenze del fleet si traduce anche, come detto, nella sospensione della applicazione del bonus-malus durante il periodo di nolo, che inibisce alla compagnia l’aggravio del premio in seguito ad eventuale sinistro liquidato ma non impedisce che l’attestato di rischio, sospeso per il tempo del canone, registri comunque, alla fine del contratto, il bonus o il malus maturati.

Ecologiche ma non tutte vantaggiose - Altro che tasse agevolate!

Se la scelta di un veicolo a basso impatto ambientale dipende dall’assicurazione, puntate decisi sull’elettrico. Con il Gpl la polizza è cara quanto o più del benzina

Lento ma inesorabile, si sta via via innescando un circolo virtuoso che affianca alle iniziative dei singoli, utenti della strada, professionisti e aziende del trasporto, il contributo delle istituzioni verso la scelta ecologica. Gli incentivi possono davvero alimentare, se mantenuti nel tempo ed estesi su maggiori fronti, questo importante trend, che scopre oltretutto lungo il suo percorso anche i vantaggi economici che una tale conversione produce. Si moltiplicano le convenzioni fra comuni, province, enti e aziende di servizi da una parte, e produttori e fornitori di mezzi e sistemi di alimentazione a energia elettrica dall’altra. Anche Gpl e metano fanno la loro parte; l’uso delle vetture bifuel consente un forte risparmio sulla spesa del carburante a parità di percorrenza, ma soltanto alcune aziende hanno optato per il noleggio a lungo termine delle auto a gas.

La ‘diffidenza’ deriva principalmente dalla rete dei distributori, ancora poco capillare e a macchia di leopardo, e dal timore di prolungati fermi per controlli o riparazione guasti. Tuttavia, non mancano anche soluzioni interessanti: ad esempio la realizzazione di un impianto all’interno delle mura aziendali, per un adeguato rifornimento al parco auto e un risparmio negli spostamenti. Ma mentre nel caso dell’elettrico qualche timido abbozzo di ‘partecipazione’ a tale circolo virtuoso si può riscontrare anche sul fronte assicurativo, che premia in media con un - 50 per cento o più, per quanto riguarda i gas combustibili ci si scontra con la valutazione penalizzante dei parametri di rischio nella composizione del premio, il che fa sì che la polizza RCAuto sia semmai un po’ più cara anziché vantaggiosa, o uguale al benzina, come possiamo vedere nella tabella esemplificativa. È qui che a nostro parere dovrebbe intervenire lo Stato. Non dimentichiamo infatti quanto sia consistente la tassazione sulle polizze auto. È in quel pesante margine del 23 per cento che una cultura ecologica delle istituzioni dovrebbe produrre l’opportunità di uno sgravio fiscale incentivante, e lo stesso discorso vale sul fronte del bollo auto. Non serve sottolineare, o forse sì, quanto sulle flotte di mezzi potrebbe giocare tale opportunità: una incidenza davvero ‘vincente’. Ci piacerebbe che questo auspicio potesse divenire un tam tam ecologico sempre più rumoroso.

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