A cura di Maurizio Mecozzi, Broker assicurativo RN

I vantaggi assicurativi dell'outsourcing

Un fleet manager competente è in grado di ridurre, se non di azzerare, i problemi che affliggono l’RC Auto. Ne è convinta anche l’Antitrust.
Ecco perché

Che possa davvero essere la gestione esternalizzata, piuttosto che interna, del proprio parco mezzi a salvare le aziende dai tanti problemi che affliggono l’Rc Auto? Sembrerebbe di sì, che proprio il fleet management riesca a risolvere in un solo colpo tutti i problemi, a giudicare dall’analisi della loro triste elencazione sottolineata ultimamente dall’Antitrust. Il presidente Antonio Catricalà, in audizione dinanzi la Commissione Industria del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle dinamiche del mercato dell’Rc Auto, ha messo l’accento su una serie di questioni:

1) La scarsa liberalizzazione, avversata dalle Compagnie con ferma politica monomandataria, non ha in realtà attivato un efficace processo concorrenziale sul mercato, non inducendo riflessi positivi sul contenimento dei prezzi, aumentati di fatto più della media dell’Eurozona: sicuramente la trattativa di collocazione di una flotta sul mercato assicurativo, preferibilmente gestita dalla figura di un broker per conto della società di outsourcing o dell’azienda medesima col fleet manager, sonderà attentamente la concorrenzialità delle offerte meglio dell’intermediario tradizionale di fiducia dell’azienda, agente o addetto allo sportello bancario che sia.
2) La scarsa propensione a cambiare Compagnia, appunto, inferiore per l’Italia rispetto ad altre esperienze europee, viene di conseguenza neutralizzata.

Concorrenza inevitabile
3) Anche la poca trasparenza nell’incremento dei premi, rilevata circa le modalità di notifica dello stesso conseguente all’elevazione dei livelli minimi di massimale resi obbligatori dalle disposizioni comunitarie, dovrà fare i conti con le trattative di un’offerta necessariamente concorrenziale.

4) Circa la denuncia di aree del Paese per così dire abbandonate da grandi Compagnie attraverso una strategia di eccesso tariffario finalizzato a “concretizzare una sorta di dissimulato rifiuto a contrarre”, legata al grave problema peculiarmente territoriale delle frodi in alcune zone del Sud, va da sé di come anche questo rischio venga neutralizzato dalla professionalità propria del fleet manager, capace di valorizzare gli eventuali report positivi dell’andamento sinistri dell’azienda.

5) Quanto alla sottostima dei danni da parte delle Compagnie, che fa sì che “al di là della riduzione dei tempi di liquidazione, risultato comunque apprezzabile, non si sia innescata una dinamica sufficientemente virtuosa”, possiamo rilevare che il riferimento certo a un apparato di Gestione Sinistri necessariamente professionale all’interno del fleet management va a garantire la migliore delle risposte possibili, vincolata al risultato ancora una volta meritocratico della gestione medesima, sentinella di controllo e verifica del coerente comportamento liquidatorio della Compagnia di riferimento. Perché dunque tergiversare circa un orientamento aziendale al fleet?

Indennizzo diretto - Forfait risarcitori

Introdotto tre anni fa, il sistema dei forfait risarcitori non piace né alle compagnie di assicurazioni, né alle carrozzerie, né ai noleggiatori. E nemmeno all’Aniasa

La formula dell’indennizzo diretto, vigente nell’attuale impianto legislativo in tema di assicurazioni, a tre anni abbondanti dalla sua adozione si è rivelata per le società di renting del tutto inadeguata e dannosa, come ha sottolineato la stessa Aniasa durante la tavola rotonda ‘L’indennizzo diretto, tra obiettivi di partenza e risultati conseguiti’ che si è svolta lo scorso giugno presso l’Università Luiss di Roma. Oltre ai molteplici aspetti di inadeguatezza e alle penalizzazioni arrecate al settore denunciati in quella sede, in questa rubrica ci preme evidenziare le carenze mostrate e le difficoltà prodotte da tale sistema anche sotto il profilo dell’esperienza gestionale assicurativa di una flotta. Il meccanismo dei forfait risarcitori, la cosiddetta ‘camera di compensazione’, adottato nell’indennizzo diretto, fa infatti perdere di vista, e quindi ne preclude il controllo in quanto lo ‘sfalsa’, il dato fondamentale della effettiva sinistrosità del parco mezzi nel respiro dell’anno assicurativo, da cui dipende quel ‘rapporto s/p’ (sinistri/premi) che soprattutto in fase di rinegoziazione dei contratti gioca un ruolo fondamentale.

Una camera... sgonfia
Innanzitutto si profila il rischio della richiesta danni di controparte anche quando in torto, scaturibile dalla denuncia da essa prontamente presentata per la procedura di indennizzo diretto alla propria Compagnia, che ha tutto l’interesse ad accoglierla grazie al sistema assai discutibile della ‘camera di compensazione’; sicché si finisce probabilmente per pagare i danni da entrambe le parti, andando a compromettere comunque l’attestazione di rischio e quindi il bonus (trasformato in malus e/o eventuale franchigia da pagare) di chi non ha responsabilità. Ma, soprattutto, nasce la difficoltà di focalizzare la reale entità del danno pagato in caso di torto, se non a fronte di una complessa procedura di interrogazione alla Consap, assai dispendiosa in termini di tempo, per poter ricostruire quel rapporto s/p il più possibile veritiero e farsene strumento di confronto e trattativa rispetto al consuntivo di Compagnia. Va sottolineato inoltre come nel renting il sistema dell’indennizzo diretto sia capace non solo di aumentare i tempi di riparazione, ma anche di innalzare i costi per le vetture sostitutive. Le carrozzerie convenzionate sono costrette a collaborare accettando condizioni economiche svantaggiose: le tariffe di manodopera sono molto basse (talora ridotte del 50 per cento) mentre i ricambi vengono consegnati e fatturati dai fornitori esterni, causando una rivolta da parte degli artigiani. I lavori svolti vengono spesso eseguiti superficialmente. D’altra parte i trattamenti economici riservati dalle Compagnie all’artigiano sono sempre a suo sfavore. La bocciatura del sistema dell’indennizzo diretto risulta dunque definitiva su tutto il fronte.

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